Dall'attività sportiva a quella professionale

Dall'attività sportiva a quella professionale

E’ con molto rispetto ed una certa emozione che mi accingo a scrivere queste brevi note sul tema richiestomi dal Prof. Luigi FERRARO in occasione del 50 dell’U.S.S. “Dario GONZATTI .
Cercherò comunque di indicare, molto brevemente e certamente con omissioni che mi auguro non siano gravissime, il percorso “storico” che ha legato i primi subacquei sportivi ai sommozzatori professionali.

Subito dopo la guerra, con la nascita dell’U.S.S. “Dario GONZATTI nel 1948, si è realizzato il felice incontro di tre elementi fondamentali per la subacquea italiana: il Prof. Luigi FERRARO, che riportava in campo sportivo le esperienze gloriose fatte nella Marina Militare; DUILIO MARCANTE, che insieme al Prof. FERRARO svilupperà i fondamenti della didattica subacquea con il “metodo italiano di insegnamento”; Egidio CRESSI, futuro industriale, costruttore delle prime attrezzature subacquee sportive.
Da questa prima “scintilla” credo sia poi derivato tutto lo sviluppo della attività subacquea che ha portato a far diventare lo sport subacqueo uno dei più diffusi al mondo.
Certamente la nascita dell’U.S.S. “Dario GONZATTI” ha significato molto anche per i sommozzatori professionisti, che a quell’epoca si potevano identificare solo nella Marina Militare e in poche altre realtà di ditte di recuperi, quasi sempre basate ancora sulla figura del palombaro.

Proprio il passaggio dal palombaro al sommozzatore, avvenuto negli anni 50 con lo sviluppo dei primi autorespiratori ad aria (A.R.A.) che andavano ad aggiungersi in campo sportivo agli autorespiratori ad ossigeno (A.R.O.) usati dagli incursori della Marina, troverà un elemento di sviluppo fondamentale nella didattica di Ferraro e Marcante.
Lo studio del pinneggiamento, della respirazione, la compostezza in acqua, l’autocontrollo in ogni situazione, sono tutti elementi fondamentali che hanno permesso il passaggio da un tipo di immersione totalmente dipendente dalla superficie (palombaro) a quella autonoma consentita dagli A.R.O., dagli A.R.A. e, prima ancora, dall’apnea.
Quanto I’U.S.S. “DARIO GONZATTI abbia contribuito all’affermazione dell’immersione sportiva prima e professionale poi e evidente se si considerano: la costituzione delle prime associazioni sportive subacquee con la stesura dei primi regolamenti sportivi e tecnici; la divulgazione della cultura subacquea con le prime riviste speciatizzate, le prime conferenze, riunioni tecniche ecc.; le prime gare subacquee in apnea, con gli apparecchi, di orientamento subacqueo, di fotografia subacquea, di nuoto pinnato; la continua sperimentazione “sul campo” delle attrezzature subacquee da proporre poi alle industrie per la commercializzazione in Italia e all’estero.
Non è quindi per caso che nel 1952 l’esperienza sportiva già maturata da alcuni fondatori dell’U.S.S. “GONZATTI” ha permesso la nascita dei primi sommozzatori professionisti quali i Vigili del Fuoco, seguiti l’anno dopo dai Carabinieri e quindi dalla Guardia di Finanza.
Il “metodo didattico italiano” di FERRARO e MARCANTE, I’entusiasmo giovanile di molti appassionati e di alcuni pionieri come l’Ing. Gino LO BASSO Comandante dei Vigili del Fuoco, Aldo Victor De Sanctis, Alessandro Olschki e altri, hanno permesso lo sviluppo del settore subacqueo professionale in organizzazioni che a quell’epoca non disponevano di tali specialità.

Negli anni lo sviluppo è stato enorme ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti: con l’attività subacquea professionale vi è stato lo sfruttamento delle risorse del mare, si sono fatte importanti scoperte archeologiche, si è potuta divulgare la bellezza dei fondali anche ad un pubblico non subacqueo, mediante la fotografia, il cinema e la televisione.
Le capacità acquisite dai sommozzatori professionisti hanno anche consentito spesso di salvare vite umane in condizioni altrimenti impossibili. Basti ad esempio ricordare i tanti salvataggi in mare effettuati a Genova dal Nucleo Elicotteri V.F. del mitico Maggiore ENRICO con i sommozzatori VV.FF-
Ritengo, per concludere, che anche le nuove generazioni di subacquei, magari grandi conoscitori dei fondali tropicali e con in tasca brevetti di didattiche straniere pieni zeppi di altisonanti termini in lingua inglese, farebbero bene a documentarsi su quale storia, che tutto il mondo subacqueo ci invidia, hanno alle loro spalle.
Non sarebbe male introdurre nel programma dei corsi subacquei anche una piccola parte dedicata alla storia subacquea.
Allora scoprirebbero che quasi tutto quello che oggi si ritiene di aver inventato in campo subacqueo, compresi i “DIVING CLUBS” o le GUIDE SUBACQUEE, erano già state inventate e sperimentate “sul campo” dai gloriosi pionieri dell’U.S.S. “GONZATTl”. E che quindi in molti casi non si è trovato altro che “l’umidità nei pozzi” come diceva spesso il caro Duilio MARCANTE.